Google apre le danze nel mondo della telefonia wireless.

 

Una piattaforma software aperta, nome in codice Android, basata su sistema operativo Linux , sulla quale il gigante del Web vuole coinvolgere il più ampio numero di operatori e fornitori. Trentaquattro aziende hanno già risposto all’invito di Google e si sono dichiarate disposte e essere parte dell’Open Handset Alliance. Tra queste, nomi di produttori come la taiwanese Htc e Motorola, carrier come T-Mobile (braccio wireless di Deutsche Telekom), Telecom Italia e la spagnola Telefonica, chip maker come Intel, Qualcomm e Texas Instruments.

a cura di drpepperOne 


La cosa che appare più importante è la possibilità, da parte di coloro che hanno aderito e aderiranno all’alleanza, di sviluppare software e hardware sulla piattaforma di sistema definita. Una proposta Open, aperta, (verrà rilasciata sotto licenza open source Apache v2) che segna una separazione netta dal modo in cui si è strutturato in questi anni il mercato della telefonia mobile più avanzato, quello degli SmartPhone.

Fino a questo momento tutti i protagonisti hanno agito in base a una logica proprietaria, applicazioni che girano su dispositivi dell’uno non girano su quelli dell’altro. Ciascuno agisce cercando di trarre il massimo vantaggio dal proprio know-how e competenze. Al momento il mercato in cui si va a calare l’operazione avviata da Google, evidenzia una diffusione maggioritaria di Smartphone che usano sistema operativo Symbian (una share superiore al 70%) mentre l’OS di Microsoft Windows Mobile ha una quota di mercato stimata del 6%. Il BlackBerry copre invece poco più del 5% del segmento. Leader assoluto in termini di unità vendute è Nokia, azionista di maggioranza del consorzio Symbian, del quale fanno parte anche Samsung, Siemens e Sony-Ericsson.

L’iniziativa di Google è destinata a cambiare la faccia al mercato della telefonia wireless. Interessante sarà capire in quale modo si modificheranno gli schieramenti dell’ecosistema tecnologico che finora hanno agito in modo frammentato. In particolare si dovrà capire il modello di business attraverso il quale verrà definita la partnership tra carrier e Google.

A differenza del mondo del personal computer dove Microsoft è riuscita con il suo sistema operativo a determinare un monopolio, il mercato della telefonia mobile è ancora in una fase in cui è possibile pensare di creare una formula aperta, con un sistema operativo neutrale, attorno al quale fare convogliare il meglio dell’innovazione hardware e software.

Google, dovendo iniziare la sua discesa in campo in un settore dove è inevitabile urtare le singole suscettibilità dei diversi profili che operano in quest’area, ha deciso di privilegiare una proposta che possa essere attraente per molti, una proposta dalla quale ciascuno possa trarre delle specifiche opportunità di business, sia che si tratti di operatori di servizio, produttori hardware o sviluppatori software.

Non è nel Dna di Google appropriarsi di un set di tecnologie di base e fare leva su di esso per trarne profitti diretti. E’ importante piuttosto creare un sistema coerente con un modello di business speculare a quanto realizzato su Internet dove le attività “core” sono centrate sui meccanismi pubblicitari.

Il passo deciso da Google ha una visione di lungo termine. Si deve tenere presente che le previsioni degli analisti indicano per il 2011 un numero di quasi un miliardo di utenti Internet mobile (dati emarketer) e altrettanti smartphone; che la spesa in advertising nella telefonia cellulare si stima possa aumentare, nei prossimi quattro anni, del 1000% passando dagli attuali 1,4 billion$ ai 14,4 nel corso del 2011

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