Parigi considera il WiFi pericoloso


  

La news è di ieri, però data la grande rilevanza della notizia (i principali quotidiani le hanno dedicato un articolo intero), noi di WiFi-Ita.com abbiamo ritenuto importante parlarne. Più volte abbiamo discusso sull'argomento pericolosità delle reti WiFi, ma ora che parigi decide di toglierlo dalle biblioteche pubbliche ci viene da chiederci il perchè di questa scelta, e quali motivi abbiano spinto il governo ad una scelta così drastica pur non avendo a disposizione dati scentifici che ne dimostrino la pericolosità. In Italia non c'è stata nessuna movimentazione anche perchè la quantità di reti è parecchio inferiore (parigi è coperta quasi totalmente).

Questa notizia non è da attenersi alle singole reti WiFi, bensì a tutti i sistemi di comunicazione senza fili, perchè se il WiFi fosse veramente dannoso, è da considerarsi pericoloso anche il bluetooth, i controller dell'XboX, i cellulari e così via.

nell'articolo completo è possibile leggere come "La Repubblica" considera questa notizia.

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A Parigi panico da WiFi
niente antenne al chiuso

<B>A Parigi panico da WiFi<br>niente antenne al chiuso</B>

PARIGI - Il WiFi può far male alla salute? Se lo chiedono i cittadini di Parigi dopo che un'ondata di allarmismi ha portato alla chiusura del wireless nelle biblioteche pubbliche. Il comune prima ha deciso di staccare i collegamenti senza fili in sei sale della città. Poi, come "misura precauzionale", ha varato una moratoria del Wi-Fi su tutte le biblioteche. Negli ultimi tempi, sempre più studenti e ricercatori avevano segnalato malesseri: emicranie, vertigini, nausee, dolori muscolari. A loro dire, i disagi erano cominciati dopo l'installazione delle antenne Wi-Fi dentro alle sale di lettura.

Nulla è certo, e tutto si potrebbe archiviare a breve come un caso di panico collettivo ingiustificato. Ma invece di rassicurare gli utenti, questo primo blocco della tecnologia dell'Internet senza fili ha generato ancora più apprensione. Oltre alle reti Wi-Fi domestiche e professionali, quasi tutte le grandi città europee hanno ormai i loro gestori pubblici, che permettono di essere collegati sempre e ovunque.

Parigi ovviamente non fa eccezione. Anzi il suo sindaco, Bertrand Delanoe, è stato un precursore nel campo. Il servizio "Paris Wi-Fi" offre 400 postazioni disseminate nella città, dai parchi ai musei, da cui collegarsi gratuitamente e senza limiti di tempo.

L'allarme insomma è preso molto seriamente. I Verdi fanno parte della giunta comunale, nessuno studio scientifico permette di escludere totalmente i rischi del Wi-Fi. Sulla materia i pareri rimangono molto discordanti. "Gli effetti genotossici delle onde a radiofrequenza sono provati" ha detto per esempio Janine Le Calvez, presidente di un'associazione che milita contro l'inquinamento elettromagnetico, interrogata dal quotidiano Le Monde, che oggi dedica una pagina alla nuova minaccia. "Abbiamo ricerche che dimostrano come le radiofrequenze a 2.450 MHz, utilizzate dal Wi-Fi possano danneggiare il Dna - continua Le Calvez. E sono risultati che convergono con gli studi epidemiologici sulla telefonia mobile e sui rischi di sviluppare tumori".


Per gli scienziati, invece, il pericolo è molto meno evidente. "Sappiamo ancora poco> specifica Paolo Vecchia, dell'Istituto Superiore di Sanità. Il Wi-Fi dovrebbe essere comunque meno pericoloso dei telefoni portatili perché utilizza una frequenza più alta. "L'energia elettromagnetica penetra meno profondamente se la frequenza aumenta" aggiunge Vecchia. Inoltre, di solito c'è una distanza tra modem e computer che provoca un'ulteriore dispersione delle onde e quindi dell'impatto sull'uomo.

Le associazioni ambientaliste, che già si erano opposte alle installazioni delle antenne per la telefonia mobile, promettono nuovi ricorsi. Il sindaco Delanoe ha chiesto un'indagine all'Agenzia nazionale per l'Ambiente. Nell'attesa, il comune di Parigi sembra incline a rallentare l'installazione delle antenne Wi-Fi pubbliche negli spazi chiusi. "All'esterno - racconta un funzionario - sembra che i rischi siano comunque minori e, senza muri, possiamo anche mettere una potenza molto bassa".

(18 dicembre 2007)

[fonte: La Repubblica.it]


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