Gli indirizzi IP stanno finendo

 
Secondo alcuni esperti gli indirizzi IPv4 ancora disponibili si esauriranno entro 3 anni. L'impiego del più recente protocollo IPv6 risolverebbe il problema, ma il passaggio non sarà completamente indolore.

Nel corso del Global IPv6 Summit che si è tenuto questa settimana a Pechino, si è tornato nuovamente a parlare dell'elevata saturazione raggiunta dagli indirizzamenti del protocollo IPv4 attualmente utilizzato da Internet. Secondo gli esperti che hanno partecipato all'incontro, gli attuali blocchi di indirizzi ancora disponibili si esauriranno nel corso dei prossimi 3 anni.

La nuova previsione rivede dunque in maniera più negativa l'ipotesi ventilata appena qualche mese fa dal RIPE, l'organizzazione europea per la coordinazione amministrativa e tecnica per l'operatività della rete Europea, che aveva stimato il raggiungimento della massima saturazione dello spazio di indirizzamento del protocollo IPv4 entro 4 anni.

 Il precedente grafico mostra l'attuale situazione del sistema di indirizzamento IPv4. In realtà, la situazione non è davvero cosi tragica come e stata dipinta dal Global IPv6 Summit: sebbene gli indirizzi IPv4 stiano realmente finendo, va ricordato che al momento ce ne sono disponibili ancora più di un miliardo e ogni anno ne vengono assegnati in media 180-190 milioni. Stando a queste cifre pare ancora più affidabile la stima fatta in precedenza dal RIPE.

L'impiego del protocollo IPv6 risolverebbe completamente il problema, fornendo qualcosa come 280.000.000.000.000.000 indirizzi unici per ogni metro quadrato della superficie terrestre, ma il passaggio alla più recente versione del protocollo IP potrebbe non essere cosi indolore.

I lavori per facilitare la transizione tra le due versioni del protocollo sono già iniziati da tempo; proprio in tal senso lo scorso febbraio vi avevamo riportato la notizia secondo cui l'ICANN - Internet Corporation for Assigned Names and Numbers - aveva provveduto ad aggiungere nei database di 6 dei 13 root server, ovvero i server che formano la master list di tutti i nomi di dominio di primo livello, i record "AAAA" per dare l'avvio al passaggio.

Secondo Tony Hain di Cisco System, il problema principale è che la necessità di passare a IPv6 non è ancora cosi sentita. "Nessuno richiederà lo standard IPv6 finché saranno ancora disponibili indirizzi IPv4", ha commentato Hain.

Inoltre non dobbiamo dimenticarci degli investimenti che sarà necessario approntare per l'adeguamento delle infrastrutture delle reti e dei sistemi. Allo stato attuale non tutti gli apparati sono infatti pronti per sopportare un massiccio impiego del protocollo IPv6.

fonte: hardware upgrade 

Per eventuali dubbi e/o informazioni, vi ricordo il [FORUM]  


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